2 luglio 2026 • Lavorare in sicurezza
Gli audit sono una componente fondamentale della conformità, della certificazione e della gestione dei rischi. Tuttavia, in molte organizzazioni, questo termine è ancora associato a stress, burocrazia e ispettori esterni. Ma non è questo il punto. Un audit ben condotto non è una minaccia, bensì un metodo strutturato per verificare se ciò che si ritiene stia accadendo corrisponda effettivamente alla realtà. Questa guida spiega cosa sono gli audit, quali tipi esistono e cosa significano per il livello di sicurezza della vostra organizzazione.
Che cos’è un audit?
Un audit è un esame sistematico e indipendente di processi, sistemi, documenti o comportamenti rispetto a uno standard definito o a una serie di requisiti. L'obiettivo è verificare se la realtà corrisponde alla norma e, qualora non fosse così, comprenderne le ragioni.
Gli audit vengono utilizzati in numerosi ambiti: gli audit finanziari verificano se i conti riflettono accuratamente la situazione di un’azienda, gli audit informatici esaminano se i sistemi soddisfano gli standard di sicurezza o di prestazione, mentre gli audit di conformità verificano se un’organizzazione adempie agli obblighi legali o normativi. Nel contesto della sicurezza informatica e della protezione delle informazioni, il termine si riferisce più spesso ad audit condotti in base a standard quali ISO 27001, NEN 7510 o direttive come la NIS2.
Che cos’è un audit interno?
Un audit interno viene condotto da personale interno all’organizzazione o da un team che fa capo alla direzione dell’organizzazione stessa. I revisori non fanno parte del processo che stanno esaminando, ma non sono nemmeno esterni all’azienda.
Lo scopo di un audit interno è quello di fornire alla direzione una valutazione indipendente sull’efficacia delle procedure e dei controlli interni dell’organizzazione. Nel campo della sicurezza delle informazioni, gli audit interni vengono spesso utilizzati per prepararsi agli audit di certificazione esterni, in modo da individuare eventuali lacune prima che vengano rilevate da un soggetto esterno. La norma ISO 27001, ad esempio, richiede esplicitamente alle organizzazioni di condurre audit interni nell’ambito del proprio sistema di gestione della sicurezza delle informazioni (ISMS).
Gli audit interni seguono un ciclo ricorrente: pianificazione, esecuzione, rendicontazione, follow-up. I risultati vengono solitamente condivisi con la direzione e utilizzati per promuovere miglioramenti, non per attribuire responsabilità.
Di cosa si occupa un revisore interno?
Un revisore interno pianifica e svolge attività di revisione all'interno dell'organizzazione. In pratica, ciò significa esaminare la documentazione, intervistare il personale, osservare i processi e verificare i controlli per accertare se funzionano come descritto.
Un revisore interno che opera nel campo della sicurezza informatica si occupa in genere di aspetti quali il controllo degli accessi, la gestione degli incidenti, il trattamento dei dati, i rapporti con i fornitori e la formazione in materia di sicurezza. Redige una relazione di revisione che individua i risultati emersi, sia le lacune che le buone pratiche, e formula raccomandazioni per l'adozione di misure correttive.
Il ruolo richiede una combinazione di competenze tecniche, capacità comunicative e autonomia. Un revisore interno deve essere in grado di porre le domande giuste, valutare le prove in modo critico e riferire i risultati in modo che la direzione possa agire di conseguenza.
Che cos’è una revisione contabile esterna?
Un audit esterno viene condotto da un soggetto indipendente esterno all'organizzazione. Gli audit esterni sono necessari ai fini della certificazione formale (come la norma ISO 27001), per le verifiche di conformità normativa o quando un'organizzazione desidera ottenere un parere obiettivo da parte di terzi in merito ai propri controlli.
Nella certificazione ISO 27001, l’audit esterno si svolge in due fasi. La prima fase prevede l’esame della documentazione e la verifica che il Sistema di Gestione della Sicurezza delle Informazioni (SGSI) sia pronto per la valutazione completa. La seconda fase consiste in un audit in loco, durante il quale gli auditor verificano che il sistema di gestione funzioni effettivamente nella pratica. Se l’organizzazione supera l’audit, ottiene la certificazione. Tale certificazione viene poi mantenuta tramite audit di sorveglianza annuali e rinnovata ogni tre anni.
Gli audit esterni tendono ad avere un peso maggiore agli occhi dei clienti, delle autorità di regolamentazione e dei partner rispetto agli audit interni, proprio perché sono indipendenti. Ecco perché anche la preparazione è fondamentale: un’organizzazione che dispone di un programma di audit interno ben funzionante si trova in una posizione decisamente migliore quando deve affrontare un audit esterno.
Perché le verifiche finiscono sempre per riguardare le persone
I controlli tecnici e le procedure documentate sono importanti, ma i revisori riscontrano costantemente che è proprio nel comportamento umano che si verificano gli errori. Politiche che vengono redatte ma non rispettate. Formazione che viene seguita ma di cui non si mantiene il contenuto. Procedure che esistono sulla carta ma che nella pratica vengono aggirate.
Ecco perché la formazione sulla sensibilizzazione alla sicurezza è diventata un elemento standard negli audit sia per la norma NIS2 che per la norma ISO 27001. I revisori non si accontentano di verificare che la formazione sia stata programmata; vogliono prove che dimostrino che i dipendenti comprendano effettivamente i rischi a cui sono esposti e che l’organizzazione sia in grado di dimostrare un impegno costante in materia di sensibilizzazione.
Guardey fornisce proprio queste prove. La piattaforma tiene traccia del completamento dei corsi di formazione, dei risultati delle simulazioni di phishing e dei progressi nella sensibilizzazione nel corso del tempo, fornendo alle organizzazioni la documentazione necessaria per dimostrare ai revisori che la sensibilizzazione alla sicurezza è un programma attivo e misurabile, piuttosto che una semplice voce da spuntare su un elenco.
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